| Majella: Monte Amaro in invernale |
| Sezione: Appennino Centrale Località: Lama dei Peligni, Fara S. Martino (CH) Periodo: Novembre – Maggio Copertura Cellulare: parziale Adatto ai Bambini: no Livello Difficoltà: EE / EAI Dislivello: 2070 mt. Quota massima: 2793 mt. Quota di partenza: 720 mt. Tempo Salita: 7 ore Panorama: notevole Segnavia: gialli H4 (Parco) Verdi F1 (Forestale) Bianco/rossi CAI 10
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| Accesso Stradale |
| Si accede al sentiero poco prima dell’abitato di Lama dei Peligni, seguendo le indicazioni per l’Area Faunistica del Camoscio. La località è raggiungibile in automobile, possibilità di parcheggio all’inizio del percorso. |
| Percorso |
| da Lama dei Peligni m.720 e Fonte Tarì m.1540 a Monte Amaro m.2793 per la via delle creste (sinistra orografica Valle Taranta – Piano Amaro), discesa a Fara San Martino m.458 per Valle Cannella, Macchialunga, Valle di S. Spirito e Gole di San Martino.
Nella pineta a sinistra dell’Area Faunistica del Camoscio di Lama dei Peligni (quota 720m.) si segue la mulattiera che sale fino alla Fonte Tarì, e all’omonimo Rifugio, quota 1540m. (sentiero H4 del Parco – paletti gialli – segnavia Forestali/Sentierio Italia verdi) tempo parziale: 1,30h. Si prosegue a sinistra del Rifugio, seguendo i paletti gialli dei segnavia del Parco e gli ometti di pietra fino ad affacciarsi sul Vallone di Taranta, quota 1640m. e poi, tralasciando i segnavia gialli, e sempre tenendosi sul lato che guarda il Vallone, osservando il selvaggio panorama si continua a salire fino a quota 2500m. dove la cresta si restringe (tempo parziale:3,00h); qui si obliqua in direzione della Cima dell’Altare, fino quasi ad affacciarsi sul Vallone di Macchialunga (anche qui, il colpo d’occhio è magnifico), e si prosegue descrivendo un largo arco a sinistra (attenzione alle numerose doline presenti) traversando il Piano Amaro (tempo parziale:1,00h) fino a trovarsi sulla dorsale che sale da Grotta Canosa (2604m.) verso la vetta di Monte Amaro, 2793m. (1,30h o più, secondo condizioni del manto nevoso). Qui si consiglia una pausa per il pranzo nel Bivacco Pelino. Panorama mozzafiato sulla Valle Peligna, sull’altopiano di Femmina Morta e su tutte le vette circostanti, in lontananza il mare verso Pescara. |
| Note |
| Il sentiero, anche se il dislivello complessivo del percorso è di circa 2400 mt., è ben tracciato e non troppo difficile, almeno nella parte compresa tra Lama dei Peligni e Fonte Tarì (parte del Sentiero Italia), e nella discesa a Fara San Martino. Il tratto fuori sentiero è intuitivo, problematico in caso di nebbia. Frequente l’incontro con camosci, lepri, e aquile. Sul Piano Amaro, grande varietà di flora e soprattutto da segnalare la presenza della Stella Alpina appenninica. D’estate si consiglia di effettuare il percorso in senso inverso, partendo da Fara e scendendo a Lama, sia per la possibilità di rifornimento d’acqua, sia per evitare di percorrere il tratto di cresta scoperto nelle ore più calde. Difficoltà: EE impegnativa in ambiente innevato, traversata, necessari lampada frontale, 3 litri acqua min. x persona, pranzo al sacco, abbigliamento a strato invernale, bastoncini, ghette, racchette da neve, ramponi e piccozza (ambiente innevato) capacità di orientamento e adeguata preparazione per la lunghezza del percorso e per il notevole dislivello. Necessarie 2 auto per il collegamento tra Fara San Martino e Lama dei Peligni. |
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Le informazioni che trovate in questa pagina sono frutto di esperienze personali; si consiglia sempre, prima di effettuare una escursione di reperire informazioni e percorsi aggiornati presso Sezioni CAI di competenza – Enti del Turismo locali. |









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