Il Chiapas è una delle zone messicane dove è possibile fare turismo ma al tempo stesso osservare alcune realtà che vive il popolo messicano. Il Chiapas è una delle regioni più a sud del Messico posizionata sotto la penisola dello Yucatan, ha una superficie di circa 73.000 km/q e una popolazione di 4milioni di abitanti (circa 55 per km/q), questa regione può essere considerata un vero e proprio parco naturale visto che possiede il 30% delle acque superficiali del Messico; il 40% delle specie di vegetali; il 36% delle varietà di mammiferi; il 34% delle varietà di animali anfibi e rettili; il 66% delle varietà di uccelli; il 20% delle varietà di pesci d’acqua dolce e l’80% delle varietà di farfalle.
La capitale è Tuxtla ma la città più importante è San Cristobal (posta a 2200 mt di altitudine).
Il territorio del Chiapas è composto dalle montagne della Sierra Madre per lo più ricoperte da foreste; uno spettacolo meraviglioso è offerto dagli ampi canyon che solcano le foreste le cui pareti rocciose raggiungono dai dislivelli spaventosi, i fiumi che percorrono i canyon sono spesso popolati da alligatori.
Da visitare sono resti e segnali lasciati dalle precedenti civiltà Maya (es. Palenque), il parco nazionale che tra le altre cose annovera oltre 60 laghetti immersi nel verde e la zona delle cascate di Misol-Ha e Agua Azul.
Le popolazioni che abitano il Chiapas vivono per lo più in povertà anche se oggi stanno imparando a sfruttare il turismo, gli indios messicani tra le altre cose non amano essere fotografati, per motivi religiosi, per questo si consiglia ai turisti di chiedere sempre l’autorizzazione prima di fotografare una persona del posto.
Il Chiapas è anche una terra di rivoluzione, il generale “Marcos” guida la rivolta dei campesinos, una rivolta contro la liberalizzazione degli scambi (avvenuta a seguito dell’accordo NAFTA) con il Nord America; questo accordo ha portato una impennata delle importazioni a discapito delle esportazioni con conseguente costante discesa dell’economia. Il Messico si è visto cotretto a ricorrere e dipendere dagli investimenti, per lo più speculativi, stranieri che però non hanno portato alcun miglioramento all’economia del paese.
Oggi anche il Chiapas punta sul turismo e l’erede di Che-Guevara, il generale “Marcos” è diventato un bamboccio di pezza con il passamontagna che si vende su tutti i mercatini locali.























