Hans Kammerlander è uno degli alpinisti italiani più conosciuti, ha scalato numerose montagne in tutto il mondo, ha conquistato la vetta di 13 ottomila affrontando spesso vie estreme ed è famoso anche per le sue temerarie discese con gli sci da pareti impressionanti tra le quali anche i “muri” del Nanga Parbat e dell’Everest.
Il libro narra la sua “sfida” al K2 che ha tentato per ben 5 volte, riuscendo a concludere l’avventura solo 1 volta; il percorso che porta al K2 è intervallato da episodi della sua vita da alpinista, dai racconti delle scalate fatte, dalla descrizione delle persone che lo hanno accompaganto durante le sue arrampicate, dagli amici e dai compagni di avventura, dagli insuccessi, dagli errori commessi, dalle “sfide” contro le condizioni mtereologiche avverse. Hans fa un quadro della sua vita di alpinista e di come ha affrontato e superato ogni suo viaggio.
Kammerlander, come ogni altro alpinista, si è dovuto confrontare con la “montagna” mettendo alla prova i suoi stessi limiti quando per sopravvivere è necessario qualsiasi espediente si conosca. Nel libro “Appeso a un filo di seta” racconta questa sua vita ad alta quota ed in particolare i tentativi di attacco alla vetta del K2, la montagna che lo ha respinto per ben 4 volte prima di concedersi il 22 luglio 2001 .
“Questo mio libro è come un percorso lungo una cresta. Come la mia vita stessa. Gioiosa e dolorosa, piena di rischi e al tempo stesso di freddo calcolo, di fortuna e di sfortuna, a volte su, a volte giù, spesso lieta, talora angosciante. Tutto ciò che di bello vi è in questo libro così come nella mia vita, l’ho cercato. Quello che non ho mai potuto programmare sono gli esiti, a volte positivi solo per il rotto della cuffia. Amo la vita. Anche se talvolta sembra appesa a un filo di seta.”




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